La zucchina come tutte le piante è soggetta agli attacchi dei parassiti e delle malattie causate da funghi, insetti e virus. In questa guida pratica faremo una panoramica generale sulle fitopatologie che causano danni alla zucchina. Per ogni patologia o insetto, troverai un link che porta ad una descrizione più completa, non avendo su questa scheda tecnica la possibilità di trattare per intero ogni singolo argomento. Ti invitiamo quindi ad approfondire l’argomento che ti interessa cliccando sugli appositi link. Per favorire e velocizzare il riconoscimento, ogni malattia o insetto è descritto con foto ed immagini. La scheda tecnica è divisa in due sezioni che sono: agenti di malattia (funghi e virus) e agenti di danno (insetti e acari).
Sommario
Agenti di malattia: malattie fungine
La zucchina è colpita da una vasta categoria di funghi. In ordine di importanza andiamo ad analizzare quali sono e che rimedi applicare per prevenirli e curarli. In fondo alla sezione malattie fungine troverai una lista dei principali fungicidi da utilizzare su questa pianta.
Oidio o Mal Bianco
Si tratta di una malattia fungina (chiamata comunemente oidio o mal bianco), è causato da diversi agenti fungini: quelli più frequentemente segnalati sono Podosphaera xanthii e Golovinomyces cichoracearum. Inizialmente la malattia si manifesta sulla pagina inferiore delle foglie sotto forma di muffa biancastra (vedi foto sotto) dall’aspetto polverulento (micelio fungino). Successivamente la sintomatologia si sviluppa in numerose piccole macchie che con l’accrescimento si uniscono tra loro e si estendono sull’intera foglia anche nella pagina superiore (vedi foto sotto). Con il protrarsi dell’infezione le foglie colpite da mal bianco dapprima ingialliscono e successivamente disseccano.
- Forte presenza di oidio su foglia
- Macchie causate dall’oidio su zucchino
È difficile contenere il mal bianco delle cucurbitacee attraverso delle pratiche agronomiche, la lotta si avvale principalmente dei trattamenti con diversi principi attivi. L’utilizzo dello zolfo (qui un buon prodotto) rimane uno dei principali mezzi di contenimento di questa patologia. La cura con lo zolfo in agricoltura biologica va effettuata irrorando prodotti a base di zolfo bagnabile o in polvere secca sulla vegetazione delle piante in modo preventivo o ai primi sintomi della malattia. Il bicarbonato di potassio (come questo) è un rimedio naturale che da discreti risultati, la sua azione è di tipo preventiva e per migliorarne l’attività va miscelato con dei bagnanti come l’olio di soia (lo trovi qui), che è anche un potenziatore delle difese. Recenti studi hanno dimostrato l’efficacia anche delle concimazioni a base di silicio (tipo questo) nel contenere gli attacchi di oidio. Per massimizzare l’efficacia dei prodotti sopracitati si abbina sempre un induttore di resistenza in grado di conferire la pianta maggior resistenza alle malattie. In Italia sono reperibili i prodotti a base di chitosano (lo trovi qui) e ci cerevisane (lo trovi qui), entrambi in grado di indurre maggiore resistenza alle malattie. Da menzionare anche l’uso della zeolite del bicarbonato di potassio per il contenimento dell’oidio.
Per la scheda tecnica completa della malattia e per altre soluzioni ti invitiamo a leggere la nostra scheda tecnica completa che trovi cliccando qui.
Peronospora delle cucurbitacee
Il nome scientifico di questa malattia è Pseudoperonospora cubensis, un oomicete che attacca molte cucurbitacee tra cui la zucchina. Si manifesta con la formazione di macchie arancioni di forma a squadra, di solito delineate dalle nervature fogliari (vedi foto sotto). La malattia è favorita da forti piogge e temperature intorno ai 20°C, anche se inizia la sua attività a temperatura inferiore. Le foglie colpite riducono l’attività fotosintetica e in caso di forti attacchi disseccano. Per le sue caratteristiche è particolarmente terribile in pieno campo e in periodi piovosi anche se può attaccare la coltura in serra. In questo caso è fondamentale adottare un’ottima ventilazione. Il patogeno si diffonde attraverso le zoospore e sverna come oospora sui residui vegetali infetti della scorsa annata. Se si verificano le condizioni di temperatura e piovosità può generare infezioni particolarmente gravi e difficili da contenere. Principalmente la lotta consiste nella applicazione di prodotti a base di sali di rame e induttori di resistenza. Il rame in tutte le sue forme è tra i mezzi più efficaci in agricoltura biologica. Prodotti induttori di resistenza come il chitosano, cerevisiane e la lecitina di soia danno discreti risultati ma vanno sempre abbinati ai trattamenti col rame.

Tipico esempio di maculatura causata da peronospora su foglia di zucchino. Si noti la forma angolare che assumono delimitate dalle nervature fogliari.
Marciume del fiore e del frutto da Botrite
Questa malattia è causata da un fungo il cui nome scientifico è Botrytis cineria, questo fungo colpisce diverse piante e in particolare condizioni può causare danni particolarmente gravi sullo zucchino. E’ il fiore insieme al frutto l’organo più suscettibile a questa malattia, mentre le foglie non sono quasi mai colpite. Il fungo penetra attraverso le spore sullo stigma dei fiori ma può anche penetrare in altre zone come i petali. Da qui inizia a diffondersi generando marcescenza del fiore o del frutticino.
Nelle varietà di zucchina che sono raccolte senza il fiore (tipo Milano) i residui dei fiori possono essere fonte di inizio dell’infezione. Il frutto generalmente marcisce dalla punta e diviene incommerciabile o inutilizzabile. Nelle varietà vendute con il fiore (come il romanesco) causa deprezzamento del prodotto. In ogni caso i frutti anche con lieve presenza della malattia sono difficili gestione per la frigoconservazione in quanto la botrite tenderà a svilupparsi anche in post-raccolta. I fattori predisponenti sono forte umidità o pioggia che creano le condizioni perfette per lo sviluppo di questa malattia. I frutti colpiti vanno eliminati immediatamente in modo da ridurre l’inoculo del patogeno. In serra si dovrà praticare un’adeguata areazione e in campo bisognerà porre attenzione all’irrigazione per aspersione (ormai abbandonata per l’irrigazione localizzata in manichetta). La prevenzione si effettua attraversi trattamenti a base di rame e Bacillus subtilis.

Inizio di marcescenza su fiore causata da botrite. Questa inizia come un imbrunimento dei tessuti che evolve in marcescenza.
Marciume del colletto da sclerotinia
Questa malattia si verifica solo in particolari condizioni climatiche con umidità relativa alta e temperature miti per cui su zucchina è considerata una patologia secondaria. Per questo motivo è particolarmente suscettibile la cultura coltivata sotto serra. Sclerotinia sclerotiorum è un fungo che attacca moltissime specie vegetali e su zucchino può determinare marcescenza del colletto o degli organi epigei. Si manifesta con la formazione di marciumi molli, successivamente sulla zona infetta si osserva uno strato miceliare biancastro (vedi foto sotto). A maturità all’interno di questa muffa bianca si formano elementi scuri molto duri al tatto simili a sassolini, queste formazioni scure tipiche di questo fungo sono chiamate sclerozi (mezzi di diffusione formate da ife compattate e resistenti). Se la pianta è attaccata al colletto, la sua presenza della malattia si manifesta con il collasso della pianta e generalmente l’attacco causa la morte della stessa. Possono essere attaccate anche le foglie e i frutti che in questo caso non determinano la morte della pianta. La forma svernante del patogeno sono gli sclerozi all’interno dei residui colturali dove rimangono attivi anche per anni.
Essendo l’umidità un fattore chiave per favorire il patogeno, occorre applicare idonee pratiche al fine di evitare il ristagno idrico. In fine la rimozione delle piante infette permette il contenimento dell’inoculo di Sclerotinia sclerotiorum. Il contenimento della malattia per via preventiva è effettuato con l’utilizzo di prodotti a base di Trichoderma (vedi qui scheda tecnica)
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Foglia di zucchino affetta da sclerotinia. Si noti la tipica muffetta cotonosa causata da questo fungo.
Tracheomicosi da Fusarium e Verticillium
La zucchina come quasi tutte le cucurbitacee può essere attaccata da funghi che colpiscono i vasi vascolari. Le specie di funghi che causano ciò principalmente sono Fusarium oxysporumm e Verticillium dahliae. I sintomi consistono in un ingiallimento delle foglie con possibile necrosi dei bordi, specialmente se la gente patogeno è il Fusarium. Spesso si verifica anche una stentata crescita e riduzione di taglia. Il sintomo ultimo che denota la presenza nel problema si verifica con il collasso nella pianta soprattutto nelle ore più calde della giornata. Effettuando un taglio orizzontale al colletto della pianta, le piante affette mostrano imbrunimento dei vasi vascolari, sintomo inequivocabile della presenza del fungo. Sintomi del genere possono essere confusi con un attacco di nematodi, il quale però non presenta imbrunimento dei vasi vascolari e l’esame più approfondito alle radici rivela i noduli causati dai nematodi (vedi paragrafo sotto). Questa malattia è particolarmente frequente sotto terra e nelle aziende agricole professionali dove la coltivazione a brevi cicli porta l’aumento dell’inoculo di questo fungo. Il principale mezzo di controllo è la rotazione culturale seguita dall’eliminazione delle piante infette. L’utilizzo di Trichoderma (vedi qui) è particolarmente efficace nel prevenire la malattia. Questo può essere inoculato sia in vivaio che nel terreno attraverso inoculi solidi o liquidi.

Tracheomicosi su cetriolo si noti l’improvviso appassimento delle foglie. Lo stesso sintomo si manifesta su zucchina.
Cancro gommoso da Didimella bryoniae
Questa malattia di solito colpisce melone e anguria ma ultimamente sta causando problemi anche alle piante di zucchina. Sulle foglie si manifesta con arie necrotiche circolari di colorazione bruno-nocciola che tendono a scurirsi nel corso del tempo. Tale macchie possono comparire anche sui fusti dove determinano il danno maggiore. Su questi il fungo è in grado di svilupparsi approfonditamente e quindi di bloccare la crescita delle piante. Quando viene colpito il fusto si determina la più classica sintomatologia del cancro gommoso che è quella dell’emissione di una gomma color rosso rubino (vedi foto sotto).

Formazioni gommose tipiche dell’attacco di Didimella, in questo caso su melone. I sintomi su zucchina sono identici.
Fusti e tralci colpiti smettono di crescere e portano alla perdita della produzione. Anche i frutti possono essere attaccati portando alla formazione di macchie e necrotiche nere che tendono a degenerare in marciumi. La lotta è di tipo preventivo e si basa sull’eliminazione delle piante infette e la rotazione culturale per almeno tre anni da tutti gli ospiti suscettibili cucurbitacee come melone cocomero e zucchino.
Virus
Sono essenzialmente due i virus principali che colpiscono la zucchina anche se secondariamente può essere affetta da altre tipologie di virus. Queste sono il virus del mosaico dello Zucchino, denominato in inglese Zucchini Yellow Mosaic Virus (ZYMV) e il virus Nuova Delhi denominato Tomato Leaf Curl New Delhi Virus (ToLCNDV) Questi due rappresentano più del 90 % delle infezioni da virus su zucchino. Il virus del mosaico è stato riscontrato in Italia per la prima volta nel 1973 mentre il nuovo Delhi virus nel 2015. Quest’ultimo si sta sviluppando velocemente. I sintomi tra le due specie di virus sono leggermente differenti. Il virus del mosaico si manifesta con la formazione di foglie deformate con lobi fogliari stretti e lunghi, dai bordi spessi e irregolari. La foglia nella sua crescita non si espande. Tale sintomatologia è definita anche foglia prezzemolata in quanto assomiglia alla classica conformazione della foglia di prezzemolo (vedi foto sotto).

Sintomi di virus del mosaico su zucchina
I frutti assumono la superficie irregolare con formazione di zone depresse di circa 1 cm di diametro. I frutti con questa sintomatologia vengono deprezzati. La pianta colpita perde energia nel corso del tempo e sviluppa meno produzione. Il Nuova Delhi virus si manifesta invece con ingiallimenti, con l’increspamento delle foglie verso l’alto e una riduzione di taglia molto marcata (vedi foto sotto).

Sintomi di New Dehli Virus su zucchina
Anche i frutti possono presentare dei sintomi sotto forma di rugosità anche se una pianta attaccata dal virus del Nuova Delhi smettere di produrre quasi completamente. Questo virus si espande molto velocemente ed è trasmesso dalla Mosca bianca, nello specifico Bemisia tabaci presente delle coltivazioni e nelle erbe spontanee, mentre il virus del mosaico giallo è trasmesso dagli afidi.
Non esiste una cura al momento contro questi virus, la prevenzione consiste nell’eliminare le piante infetti prima che possano infettare altre piante e nel tenere sotto controllo le popolazioni di Mosca bianca e afide con opportuni trattamenti insetticidi (vedi paragrafi sotto).
Fungicidi utilizzabili sulla zucchina
Cerevisiane: https://amzn.to/479UAK6
Rame: https://amzn.to/3SVf9mX
Zolfo: https://amzn.to/3WTliTV
Lecitina di soia: https://amzn.to/3vaOGJV
Zeolite: https://amzn.to/3uz0tlc
Olio di soia: https://amzn.to/4a6kcrg
Chitosano: https://amzn.to/3Xd6hv3
Bicarbonato di potassio: https://amzn.to/3X8UWvU
Agenti di danno: insetti e nematodi
Afide delle cucurbitacee
Il suo nome scientifico è Aphis gossypii, il danno è da attribuire all’azione trofica dell’insetto (di nutrizione) che causa in generale un deperimento della pianta con ingiallimenti delle foglie, disseccamento dei germogli e malformazione dei frutti. Le foglie giovani colpite tendono ad arricciarsi e al suo interno si rifugia la colonia dell’afide. I danni diretti sono seguiti da un danno indiretto dovuto alla produzione di melata.
Le forme giovanili sono di colore giallognolo, mentre gli adulti variano dal verde al grigio. Presentano dimensioni da adulto di circa 2 mm (vedi figura 1)

Aphis gossypii su foglia di zucchina, si noti la varietà di colore che può assumere.
In considerazione delle numerose generazioni e velocità di riproduzione degli afidi, si rende necessaria l’adozione dei trattamenti in modo preventivo o tempestivo.
Uno dei rimedi naturali più efficaci è l’uso dei prodotti a base di azadiractina (vedi qui scheda tecnica del prodotto). L’uso di questo prodotto deve essere tempestivo e va applicato più volte possibilmente anche per via radicale. L’uso dell’olio bianco minerale (vedi qui scheda tecnica) e del sapone molle di potassio (vedi qui scheda tecnica) hanno una discreta efficacia su questo afide in quanto ben protetto all’interno delle foglie arricciate. Ad ogni modo questi prodotti vanno distribuiti all’inizio dell’infestazione e con elevati volumi di soluzione attraverso l’atomizzatore.
Per la scheda tecnica completa della malattia e per altre soluzioni ti invitiamo a leggere la nostra scheda tecnica completa che trovi cliccando qui.
Ragnetto Rosso Comune o Bimaculato
Tetranychus urticae è il nome scientifico del ragnetto rosso chiamato anche ragnetto rosso bimaculato. Il danno causato dal ragnetto rosso è a carico delle foglie e può portare alla morte della pianta se non viene controllato. Nelle zone colpite si possono osservare le forme mobili dell’acaro e gli escrementi (puntini nerastri). In caso di forti attacchi la parte colpita viene avvolta da una soffice ragnatela. Il danno causato dal ragnetto rosso risulta ben visibile attraverso la decolorazione fogliare che comporta diminuzione di lucentezza della pagina fogliare superiore.

Ragnetto rosso in tutti i suoi stadi di crescita
Una caratteristica importante dalla quale dipende anche il controllo di questo acaro è la spiccata polifagia, si nutre di moltissime specie vegetali, tra cui pomodoro, melanzana, zucchino, fagiolo e ornamentali.
Tra i principi attivi utilizzabili in agricoltura biologica ricordiamo gli oli vegetali e l’olio di paraffina (lo trovi qui). Questi insetticidi creano una pellicola asfittica sulla superficie dell’esoscheletro del ragnetto rosso e delle sue uova, portandoli alla morte per asfissia. In alternativa si può utilizzare il sapone molle di potassio. Lo zolfo agisce come repellente e contribuisce a rendere meno appetibile la pianta. L’utilizzo di nemici naturali come gli acari Phytoseiulus persimilis (vedi qui scheda tecnica) e Amblyseius cucumeris determina risultati positivi soprattutto in ambiente protetto (serre) e riescono ad eliminare efficacemente i principi di infestazione.
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Mosca bianca
La mosca bianca è un insetto appartenente all’ordine dei rincoti, famiglia Aleyrodidae, molto facile da riconoscere per le sue caratteristiche. Tra le varie specie di aleurodidi le due più importati in orticoltura sono Trialeurodes vaporariorum e Bemisia tabaci. L’adulto di mosca bianca somiglia ad un moscerino bianco, (da qui il nome comune di mosca o moschetta bianca) non più lungo di 2 mm con le due grosse ali che ricoprono l’intero corpo lasciando in evidenza solo il capo di colore giallo.
Il danno è causato principalmente dalla produzione di melata prodotta dalle neanidi e dagli adulti che imbratta foglie e i frutti causando il deprezzamento della merce, la diminuzione dell’attività fotosintetica e lo sviluppo della fumaggine (accrescimento di muffe saprofite sulla foglia). Un attacco di questo insetto può facilmente sfuggire al controllo e determinare gravi danni. Inoltre gli aleurodidi sono portatori di alcuni virus fitopatogeni (vedi paragrafo sopra).

Adulti de Mosca bianca su giovane foglia di zucchina
Le principali armi a disposizione contro la Mosca bianca sono gli oli bianchi minerali e l’azadiractina o olio di Neem (lo trovi qui) e secondariamente il piretro. Gli oli bianchi agiscono per contatto uccidendo l’insetto per soffocamento. Se distribuiti uniformemente sono molto efficaci. L’azadiractina è più lenta e ha effetto soltanto sugli stadi giovanili. Va distribuita preventivamente a più riprese ogni 7-10 giorni. Il piretro ha un effetto battente e rapido anche se molto blando su questo insetto; il suo migliore utilizzo è quindi in miscela con l’olio bianco.
Infine ricordiamo la possibilità di tenere sotto controllo la mosca bianca con il lancio degli insetti utili, tra i quali il parassitoide Encarsia formosa (qui) più attivo su Trialeurodes vaporariorum e da Eretmocerus mundus (qui).
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Nematodi galligeni
Il danno è causato da diverse specie di nematodi che sono invisibili ad occhio nudo. I più importanti in orticoltura appartengono al genere Meloidogyne spp. e il nome scientifico della specie più rappresentativa è Meloidogyne incognita. I nematodi penetrano nei tessuti delle radici, all’interno delle quali emettono delle secrezioni salivari che poi ingeriscono attraverso uno stiletto. Tale meccanismo di nutrizione è chiamato extra-orale.
Ma sono questi processi di nutrizione a determinare i danni visibili sulle radici che si manifestano con formazione di tubercoli e deformazione radicale. Infatti tale meccanismo determina iperplasia e ipertrofia cellulare con la formazione di ingrossamenti rotondeggianti sulle radici chiamate più semplicemente galle (vedi figura 1). La dimensione di queste va da pochi mm ad alcuni cm (vedi figura 2). Le piante colpite manifestano riduzione di taglia, ingiallimenti è sono più soggette agli stress idrici. Nei casi più gravi la pianta collassa e muore.
- Giovani piantine di carote attaccate dai nematodi. Si notino le formazioni sulle radici delle galle
- Radici di zucchina con forte presenza di galle radicali causate da nematodi
I nematodi galligeni si conservano nel terreno sia come forma adulta che come uova, oppure all’interno degli apparati radicali colpiti. Prediligono terreni sabbiosi, profondi e irrigui con pH neutro o basico.
La lotta biologica è di tipo preventivo e consiste nell’effettuare rotazioni colturali, susseguendo a specie sensibili (solanacee e cucurbitacee) specie più tolleranti come le brassicacee e le leguminose. Tra i rimedi naturali esiste la possibilità delle così dette biofumigazioni che consistono nel sovescio di specie selezionate di brassicacce ad alta produzione di metaboliti insetticidi. Anche gli estratti di aglio hanno un’azione nematocida e sono già presenti in commercio. I nematodi non gradiscono pH acidi, quindi concimazioni organiche con composti a reazione acida come la pollina (la trovi qui) rallentano lo sviluppo dei nematodi e riducono il danno.
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Nottua degli ortaggi
La Spodoptera littoralis (Boisduval) è chiamata comunemente nottua del cotone o nottua degli ortaggi. La larva di questo lepidottero può attaccare diverse specie vegetali tra cui pomodoro, peperone, insalate, patata, fragola, mais, cotone e crucifere (cavolo, cavolfiore, broccoli). L’adulto è una farfalla notturna di circa 3-4 cm di apertura alare, dall’aspetto vellutato per la presenza di una fitta peluria. Presenta sul dorso una colorazione brunastra ricca di disegni e macchie di colore bianco, nocciola e nero. Non sono gli adulti ha provocare i danni, ma le larve. Queste hanno una colorazione variabile a seconda della specie vegetale di cui si nutrono assumendo colorazioni dal grigio al verde e al giallastro (vedi figura 1).

Larva di nottua su fiore di zucchino
Su zucchino è un insetto secondario che causa danni saltuariamente. Il controllo di questo insetto è giustificato solamente quando i danni si riverificano al fiore o al frutto. In questi casi si interviene con i trattamenti a base di spinosad (lo trovi qui) che è il principio attivo più efficace. In alternativa si possono effettuare trattamenti e base di Bacillus thuringiensis (qui un prodotto professionale). Efficace risulta il piretro il quale però va distribuito ad elevati volumi è con l’atomizzatore, possibilmente miscelato ad un olio bianco o vegetale.
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Insetticidi utilizabili sulla zucchina
Piretro: https://amzn.to/4c8SY5a
Azadiractina: https://amzn.to/3v5U2WW
Olio bianco minerale: https://amzn.to/43bJfau
Sapone molle di potassio: https://amzn.to/437rkSd
Bacillus thuringiensis: https://amzn.to/3MsqIPk